Ristorazione Green

Negli ultimi anni, a seguito di notevoli investimenti finalizzati al rispetto dell’ambiente e al riciclo, Ladisa ha attuato una sempre più crescente politica dei prodotti a “Km 0”. Si è dotata di un parco automezzi alimentati a metano e/o con pneumatici frutto di materiale riciclato, ha valorizzato l’acqua pubblica dispensandola in brocche soprattutto negli istituti scolastici, ha limitato il consumo di stoviglie di plastica e incentivato la raccolta differenziata.

Una delle mission aziendali è quella di ridurre l'impatto ambientale dell'intero processo produttivo, a partire dall'attenzione nella scelta dei prodotti alimentari (bio o di filiera corta) e in quella di attrezzature e sistemi eco-sostenibili, fino all'utilizzo di mezzi a metano e/o elettrici per il trasporto dei pasti e delle derrate alimentari. 
Nelle proprie sedi l'azienda ha posto in essere azioni di relamping e cogenerezione, utili a ridurre sia l'impatto ambientale, sia ad attuare politiche di saving sui costi energetici.
Attraverso il relamping, infatti, i corpi illuminanti sono stati sostituiti con corpi a led ad alta efficienza e basso consumo energetico. Con la cogenerazione, invece, l'azienda produce contemporaneamente energia elettrica e termica attraverso il gas metano, con un risparmio quantificato nell'ottica del 30%.

A ciò si aggiunga che l'Headquarter di Bari è alimentato in parte da un impianto fotovoltaico da 200 kWp, che nel 2016 ha prodotto 252.933 kWh, pari a 116.349 Kg di CO2 non immessi nell'ambiente, oltre ad avere prodotto un ricavo derivante dalla vendita di energia al gestore della rete per circa 14.000 euro. 

Di seguito alcuni indicatori relativi alla sede di Bari che certificano l'impegno dell'azienda verso le tematiche ambientali.  

Carbon Footprint

L'Azienda, inoltre, è stata tra le prime del settore ad adeguarsi al disposto del D.M. 25/07/2011 del Ministero dell’Ambiente in tema di servizi di ristorazione collettiva eco-sostenibili.
Un impegno riconosciuto da uno Studio dell'Università di Torino sul servizio di refezione scolastica del capoluogo piemontese (Comune dove Ladisa eroga il servizio di ristorazione scolastica) da cui è emerso che con le migliorie ambientali del capitolato d’appalto, si è ottenuto il risparmio complessivo in termini di carbon footprint nel valore totale di -587,76 tonnellate di COeq/anno. Questo dato corrisponde alle emissioni di 6.274 viaggi Torino-Roma in autovettura FIAT Punto (equivalente alla tratta A/R da Torino a Roma con 8 vetture ogni giorno per un anno). In sostanza, con riferimento alle innovazioni introdotte, si sono abbattute di 1/3 le emissioni di CO2.

Ladisa srl è la prima azienda di ristorazione del Sud ad aver conseguito la certificazione della Carbon Footprint, ovvero la cosiddetta impronta di carbonio che attesta l’emissione di C02 in atmosfera. L’analisi è stata eseguita su una giornata alimentare tipo (colazione, pranzo e cena) di un menu somministrato ai pazienti di un ospedale e preparato nell’innovativo centro di produzione alla Zona industriale (12mila metri quadrati tra uffici, centro cottura e piattaforma logistica) dove lavorano oltre 400 persone.

Nel caso specifico, è emerso che poco più del 50% della Carbon Footprint di colazione, pranzo e cena, è dato dall’approvvigionamento delle materie prime, seguito dal processo di preparazione (34%), dal trasporto (13,8%), per finire alla distribuzione (1,9%). Tale dato, già influenzato da investimenti in termini di riduzione di impatto ambientale del processo produttivo fatti da Ladisa, rappresenterà da apripista per il settore.

Carbon Footprint

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